Ho
scannerizzato lultimo libro di Sebastiano Vassalli, La morte
di Marx. Poi ho sostituito autore e titoli con altri daccatto.
Poi lho stampato in Word, cioè in un programma di scrittura che lo fa somigliare a un manoscritto, non alla fotocopia di un libro stampato. Poi lho consegnato a tre amici,
reputatissimi letterati, allinsaputa luno degli altri, dicendogli:
«Il mio capufficio mi ha chiesto un parere su questo manoscritto
inviatogli da un amico con preghiera dinoltrarlo al responsabile
dei libri. Il capufficio, che di libri non sintende, ha chiesto
un parere a me, che, ancor meno intenditore di lui, lo chiedo a te».
I verdetti dei tre letterati consistono in brevi considerazioni
telefoniche. Ne riporto frammenti:
– Linizio del manoscritto è quasi ridicolo [risatine],
sostenere che Achille combatteva con unarmatura del peso superiore
al quintale mi pare eccessivo, questo neofita dovrebbe fare ricerche
storiche più documentate.
– Sono racconti slegati tra loro, senza costrutto, che non portano da
alcuna parte...
– Riferisci pure a questo autore sconosciuto che scrivere non è
il suo mestiere.
– Non capisco perché questo tale... comè che si
chiama? abbia scritto questa roba.
– Capita a tutti di cimentarsi a scrivere qualcosa, soprattutto racconti
brevi, i meno impegnativi per un neofita, ma da qui a pretendere di
farne un libro... insomma, suggerisci allautore di lasciar perdere.
– Ho colto anche svarioni di sintassi, per esempio, ecco qua, mi sono
segnato... scrive: non aveva nessun diritto di stare lì,
ma insomma, la doppia negazione è errore blu! e poi, aspetta,
ne ho segnato un altro tra i tanti, ecco: ieri mattina saranno state
le dieci e ho sentito suonare... E poi non parliamo dei contenuti,
spesso pleonasmi infantili. Ecco qua: Ho visto alcuni preservativi
in mezzo allerba e ho capito che i fidanzati, sulla mia isola,
non ci venivano soltanto per prendere il sole. Caspita, un autore
con forti capacità deduttive!
– A voler essere generosi, qualcosina di buono, qui e là, si
coglie, ma dubito che un editore sarebbe disposto a rischiarci dei quattrini,
e comunque dovrebbe spenderne parecchi per far ripulire il testo da
un bravo editor. Il manoscritto è uno scialo di d eufoniche fuoriposto,
è una gragnola di partitivi. E ci ho trovato errori, anche. Ti
segnalo quelli delle prime pagine, poi ho smesso di rilevarli. Cè
un lei riferito a una bicicletta, una volta alla settimana,
scrive di miglia parlando di una città italiana, trentatre
gradi... gli chiese sua madre... Per concludere, caro
Scot: se proprio non puoi permetterti di parlar male di questo manoscritto
al tuo capufficio, astieniti quantomeno dal parlarne bene.
Sono giudizi da cui ho tratto conforto, perché collimano
con il mio. Anchio, letto il libro di Vassalli, mi sono chiesto
perché labbia scritto. E, secondo interrogativo - che il
terzetto da me consultato non poteva porsi, ignorando lidentità
reale dellautore - è stato: come può, un autore
che ha firmato opere eccellenti, cadere così in basso? Anche
perché è la seconda volta che cade: gli era accaduto nel
2001, con Archeologia del presente (1). Che accolsi malamente: «...ci si chiede perché un autore
affermato e di vaglia debba macchiarsi la reputazione e deludere i lettori
scrivendo un siffatto libro mediocre e inconsistente, oltre che, in
troppi passaggi, gratuitamente qualunquista quando non reazionario.
Sembra lo sfogo-amarcord di un vecchio codino che tira tardi allosteria
per finire lultimo litro di vino... Ancora: perché la Einaudi
non gli ha messo a disposizione (gli ha imposto) un editor? Lautore
avrebbe evitato passaggi del tipo (lho già detto?),
sostitutivi della doverosa verifica delle ripetizioni da parte delleditor.
Avrebbe altresì evitato di scrivere roulottes...
Quanto allo stile, è sciatto, con inflazione di partitivi, di
d eufoniche inopportune e punteggiatura a casaccio. Non rari i luoghi
comuni del giornalismo deteriore, tipo vere e proprie e probabilmente
a causa dellasfalto reso viscido dalla pioggia.
Dunque un Vassalli, quello di Marx, colto in flagrante,
recidiva crisi creativa e svacco stilistico. Ma soprattutto un Vassalli
arido, perché non concimato da esperienze vivificanti e da tempeste
emozionali che sono imprescindibile humus di uno scrittore con le sue
caratteristiche: Vassalli è scrittore-giornalista. Appartiene
alla schiatta che ha generato, per esempio, Truman Capote. Virtuosi
che, come carte assorbenti, simpregnano degli stati danimo
e delle tensioni morali che abitano la gente che osservano. E poi si
spremono - con arte indubbia - su pagine che diventano frutti turgidi,
concentrate ghiottonerie. Ma affinché questo processo creativo
giunga a buon fine è indispensabile, a monte, la suzione di esperienze
vitali che coinvolgano lo scrittore, lo tendano come un arco teso, consentendogli
di lanciare proietti potenti e a bersaglio.
Uno scrittore-giornalista è un testimone-detective
che annusa e ravana il luogo del delitto, che parla con i testimoni
e magari anche con il presunto colpevole, di cui comunque è sempre
in grado di tracciare lidentikit perfetto e di vestirne i panni.
Il luogo del delitto può essere un viaggio nella
cultura sudtirolese, come in Sangue e suolo (2);
o nei propri ricordi, come nellOro del mondo (3),
schietta autobiografia di un disadattato che sa elevare la propria specificità
ad arte; o in frangenti storici studiati a fondo, come nella Chimera (4), in Marco e Mattio (5) e nel Cigno (6); o nellinvestimento
delle proprie acquisizioni sociali e politiche in un affresco che iperbolizzi
la follia corrente, come in 3012 (7); o
in una ricerca storica mescolata alla cronaca, come in Cuore di pietra (8); o nella lettura del Vangelo alla luce delle
pulsioni etiche e razionali di un laico autentico, come nella Notte
del lupo (9): tutti libri di alta letteratura,
in cui Vassalli ha dato il meglio di sé. Ma, prima di scriverli,
aveva fatto il pieno di emozioni, conquiste, indignazioni, tensioni.
Col serbatoio a secco non si va da nessuna parte. Si resta
chiusi in salotto, prigionieri di elucubrazioni e inerzie. Esiziali.
Anche per il lettore.
(1)
Archeologia del presente, Einaudi, 2001
(2)
Sangue e suolo, Viaggio tra gli italiani trasparenti
Einaudi, 1985(3)
Loro del mondo, Einaudi, 1987(4-5-6)
La chimera, Einaudi, 1990
Marco e Mattio, Einaudi, 1992
Il Cigno, Einaudi, 1993
(7)
3012, Einaudi, 1995
(8)
Cuore di pietra, Einaudi, 1996
(9) La notte del lupo, Baldini & Castoldi, 1998
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