Riposta della redazione:
È successo che da almeno ventanni
glitaliani votano a stragrande maggioranza politici che promettono,
e poi mantengono, di tagliare la spesa pubblica, a cominciare dalla
sanità. Tutti partiti, litigiosi sul fumo e concordi sulla sostanza,
mettono al centro di questa sostanza la progressiva negazione di cure
e assistenza medica a coloro che non possono pagarsele di tasca propria.
Alle ultime elezioni hanno votato quasi otto elettori su dieci. Sia
che abbiano scelto la coalizione di Berlusconi, sia che abbiano optato
per i suoi avversari, hanno comunque mandato in parlamento gente concorde
nel ridurre, e in prospettiva nel demolire, la sanità pubblica.
Berlusconi tagliava la sanità quando era al governo e continua a tagliarla
ora che cè tornato. Lo stesso facevano Prodi e gli altri governi
cosiddetti di sinistra, i quali continuerebbero a tagliarla se ci fossero
tornati
Ora, un parlamento che piccona la sanità pubblica con il consenso di
otto elettori su dieci onora la democrazia. Se facesse il contrario,
cioè se non sfoltisse i postiletto negli ospedali e non dirottasse milioni
di malati dagli ospedali pubblici alle cliniche a pagamento, se non
cancellasse dal prontuario le medicine gratuite e se non inducesse i
medici della mutua a prescriverne sempre meno, se un governo non facesse
tutto questo sarebbe un governo antidemocratico e traditore, perché
verrebbe meno al primo degli impegni assunti in campagna elettorale:
ridurre la spesa pubblica. Che è la conseguenza automatica di un altro
impegno preso con gli elettori: ridurre le tasse, senza nel frattempo
obbligare gli evasori fiscali a sborsare le poche che dovrebbero comunque
versare.
A grandissime linee e a scopo divulgativo, possiamo dire che lo Stato
incassa ogni anno 800 miliardi di euro ma ne spende 1.000. Ha un decifit
di 200 miliardi. Che deve ridurre, per il motivo che emerge alla fine
di questa catena di premesse:
il governo italiano non è più padrone di governare lItalia
come gli pare ma si è messo alle dipendenze del governo europeo, che
si chiama Commissione Europea;
la Commissione Europea è a libropaga di circa 200 multinazionali
di tutto il mondo, che sono soprattutto basate negli Stati Uniti;
le 200 multinazionali comandano alla Commissione Europea, tra
le altre cose, di ridurre i deficit dei singoli Stati, perché in questo
modo lo Stato, avendo bisogno di incassare sempre meno tasse, non ne
chiede a loro.
È dunque in obbedienza ai 200 Padroni del Mondo che anche il governo
italiano sforbicia la spesa pubblica. Ma, si badi, non tutte le spese.
Non depenna la costruzione di portaerei (come la Cavour, appena varata)
o i fastosi compensi ai parlamentari o le dissipazioni elettorali da
capogiro e giù giù sino ai contributi alle marce degli
ex alpini. No, taglia solamente le spese che non gli costano consenso
e voti. Esempio: se nega le cure ai malati poveri, questi soffrono e
mugugnano ma non si ribellano: gliene mancano il coraggio e le energie.
E comunque non saprebbero come fare, visto che la televisione e i giornali
di regime gli raccontano che la riduzione della sanità è un fatto ineluttabile,
come un terremoto o un cancro inguaribile, contro cui non si può far
nulla; oppure, questi malati negletti, attribuiscono i guai della sanità
pubblica a capri espiatori fantasiosi, le streghe e gli untori del Medioevo:
per esempio il terrorismo, che una volta era quello delle Brigate Rosse
e adesso è quello dei musulmani. Benché dal Medioevo siano passati oltre
500 anni, il popolino continua a credere alle favole, se queste favole
spiegano i suoi mali e soprattutto se lo esimono dal ribellarsi contro
i veri nemici: io non ce la vedo, signora Viviana, a scendere in piazza
per invocare le dimissioni di un governo che le nega le cure e invocare
lavvento di uno che invece gliele garantisca; né ci vedo suo marito;
tantomeno ci vedo i suoi figli che, se sono come la maggioranza dei
coetanei, ammirano chi ha successo, non chi ha onore.
Così il governo può picconare anche i diritti fondamentali sanciti dalla
Costituzione della repubblica, come le cure sanitarie.
Tra gli strumenti adottati dal governo in questopera di picconaggio
cè il terrorismo prescrittorio. Consiste nel vessare i
medici della mutua allo scopo di indurli a ordinare farmaci e accertamenti
clinici e ricoveri ospedalieri il meno possibile, ovviamente quando
sono a carico della mutua. Se il malato paga di tasca propria diventa
un malato eletto, solvibile e solvente, meritevole di
tutte le cure di cui ha bisogno e anche di più. Ai mezzi persecutori
radicati negli ultimi anni (di cui riferiamo nellarticolo collegato)
se ne sono nel frattempo aggiunti di nuovi, come quello cui fa ha fatto
cenno il suo medico, quando si è detto timoroso «di finire in
galera per aver prescritto farmaci a una morta». Come può accadere
una cosa simile?
Accade che una donna nelle sue stesse condizioni, signora Viviana, dinanzi
al rifiuto del proprio medico della mutua di prescriverle adeguato farmaco
e soffrendo, in misura minore, della stessa malattia della madre, ha
chiesto di rinnovare la prescrizione a questultima, sofferente
di ipertensione grave e che dunque neppure un medico ligio agli ordini
sparagnini del governo può rifiutarsi di continuare a curare: si può
tirare la corda sino a rinviare il riconoscimento di una nuova malattia,
ma se un medico sospende la cura pretestando guarigione miracolosa (come
quella di un anziano dallipertensione acuta) la corda si rompe.
Per beneficiare delle medicine destinate alla madre, la donna del nostro
episodio non ha detto al medico che la madre è deceduta in villeggiatura,
dove un medico locale ha redatto il certificato di morte. Il medico
della mutua ignorava il decesso, perché nessuno glielha mai comunicato.
Così ha continuato a prescrivere alla madre la terapia di cui invece
beneficiava la figlia.
Si tratta di una furbizia generata dallo stato di necessità, processualmente
assolvibile perché rientra nel diritto alla sopravvivenza, analogamente
al furto di pane per non morir di fame. Ed è una furbizia adottata da
altre persone: forse qualche decina in tutta Italia. Ma il ministero
della Sanità, quando ha scoperto questi peccatucci se tali sono,
e io credo che non lo siano, a cospetto dei crimini statali di cui sono
un prodotto li ha sbandierati sui giornali e alla tivù, criminalizzando
i medici. Titoloni da terrorismo: Medici prescrivono ai morti per
arricchirsi!
Il suo medico si è terrorizzato e lei, signora Viviana, ne sta facendo
le spese.