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giovedì 15 maggio 2008  

Aborigeni australiani

AUSTRALIA

Il Paese che ha decimato gli aborigeni e che continua a perseguitarli s'inventa persecuzioni altrui

Per ripagare i finanzieri ebraici che gli hanno pagato la campagna elettorale, il primo ninistro Kevin Rudd, espressione di una colonizzazione genocidaria, denuncia l’Iran per... istigazione al genocidio!

 

 

 

 

Il governo laburista australiano di Kevin Rudd boccheggia a causa della crisi che sferza il continente. Sono sferzate a senso unico: le buscano esclusivamente i lavoratori dipendenti, i pensionati, i disoccupati, i malati, i poveri e ogni altro australiano che, non essendo ricco, non può permettersi di prescindere dai servizi pubblici fondamentali. Ancorché laburista, cioè a parole schierato con i ceti più deboli e fautore di uno Stato quantomeno socialdemocratico, Kevin Rudd fa il gioco dei potentati economici, da cui è stato issato al potere tramite una campagna mediatica che lo ha presentato agli elettori per il contrario di quello che è: un socialista, per quanto moderato.
Onorando il mandato ricevuto dai propri Grandi Elettori e ignorando quello esplicito della maggioranza popolare che lo ha votato, Kevin Rudd ha fatto e continua a fare le cose che sono comandati a fare quelli come lui in tutto il mondo, da Bush a Sarkozy a Merkel a Prodi a Berlusconi: scioglie ogni laccio e lacciuolo legale che ostacoli le scorribande del padronato, massime di quello sovranazionale. Significa picconare la legislazione sul lavoro, abbattere lo Stato sociale e ridurre l’intervento dello Stato al lumicino, in modo da sgravare i ricchi anche delle poche tasse che pagano. Risultato: aumento dei disoccupati, peggioramento delle condizioni ambientali e retributive di chi continua a lavorare, spese sanitarie e assistenza sociale pubbliche negate. Logico che il popolo, anche quello più rincoglionito dalle televisioni e dai giornali di regime, mugugni.
Così Kevin Rudd corre ai ripari. Per svogliare gli elettori dal prendersela con il governo, li dirotta contro un nemico esterno, adottando una tecnica vecchia come il cucco ma che, con i cucchi, funziona sempre: Kevin Rudd si scaglia contro il nemico di moda, cioè il presidente socialista iraniano Mahmoud Ahmadinejad. E siccome non ha motivi per esporlo al linciaggio, se li inventa di sana pianta, anche in questo imitando altri governanti occidentali.
Ieri Kevin Rudd ha annunciato dalla prima pagina del quotidiano The Australian: «Sto preparando un ricorso alla Corte internazionale di giustizia contro il presidente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, per istigazione al genocidio e per aver negato l’olocausto degli ebrei». Un ricorso con il quale Rudd pensa anche di pagare il debito contratto con la comunità israeliana, finanziariamente molto forte anche in Australia, che ha contribuito profumatamente alla campagna elettorale di Rudd.
Rudd ha motivato il ricorso ricicciando due falsità da tempo attribuite dalla stampa occidentale al presidente iraniano: l’auspicio che Israele venga cancellato dalla faccia terra e la messa in dubbio che, tra i 56 milioni di morti della seconda guerra mondiale, alcuni morirono nei campi di prigionia tedeschi e che fra questi prigionieri morti molti erano ebrei.
Sono balle colossali.
Primo, perché Ahmadinejad non ha mai auspicato la distruzione dello Stato d’Israele né, tantomeno, l’uccisione dei suoi abitanti. È vero invece che ha auspicato la fine, politica, di un governo sionista che pratica l’apartheid in danno dei palestinesi e minaccia l’intero Medioriente con un arsenale atomico tra i più folti del mondo, nel mentre pretende negare all’Iran di costruirsi una centrale atomica per produrre energia elettrica.
Seconda balla: Ahmadinejad non ha mai negato ciò che nessuno può negare: durante la seconda guerra mondiale milioni di prigionieri morirono di fame, di freddo, di vessazioni e di lavori forzati in migliaia di campi di prigionia in tutto il mondo ed è altrettanto innegabile che alcuni di questi campi erano in Germania. È vero invece che, due inverni fa, l’Iran ospitò un convegno internazionale (cui parteciparono anche docenti universitari italiani) per mettere a confronto le tesi dei molti ricercatori storici che vogliono mendare la storia della seconda guerra mondiale da alcuni eccessi, a cominciare da quelli codificati nel Processo di Norimberga.
Fin qui le sparate di Rudd contro l’Iran, sparate che sono un insulto alla verità ma per le quali elettoralmente non paga pedaggio giacché replicano menzogne talmente ripetute che l’elettorato, per il quale la ripetizione rimpiazza la dimostrazione, le prende per vere.
Tuttavia stavolta Rudd ha esagerato ad accusare l’Iran di fomentare un genocidio. Questa parola, in Australia, non può evocare un genocidio potenziale, giacché ne evoca uno reale, commesso dai coloni inglesi nel corso degli ultimi tre secoli e i cui strascichi ancora insanguinano il Paese. Parliamo del genocidio contro gli aborigeni, cioè contro gli autoctoni australiani che furono sottomessi, schiavizzati, deportati, affamati, torturati e uccisi dagli immigrati inglesi. Massacrati a centinaia di migliaia. Violentati con ogni mezzo. Si pensi che, solo dal 1930 al 1970 oltre 100.000 bambini aborigeni sono stati sottratti alle loro famiglie dai discendenti degli immigrati inglesi. Oggi gli aborigeni sono ridotti al 2% della popolazione e relegati ai margini della società, vittime di una legislazione che sancisce, di fatto, la loro inferiorità rispetto ai bianchi. E non possono sperare in un riscatto né legale né economico né sociale perché gli aborigeni, per il governo Rudd, non esistono. E chi insiste a vederli è un nemico dello Stato. Pensate, che, in occasione dell’ultima Olimpiade svoltasi in Australia, il governo ha vietato l’ingresso nel Paese al Cerd, il Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione delle discriminazioni razziali, allarmato dal perdurare delle discriminazioni contro gli aborigeni.
Ecco perché Rudd ha mentito anche sul ricorso al tribunale internazionale. È solo propaganda elettorale. Se Rudd arrivasse in questo tribunale a parlare di genocidi, processerebbero lui.

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