www.giancarloscotuzzi.org

Spazio di informazione politica e cultura diretto da Gian Carlo Scotuzzi Mosca detto Scot. Non contiene pubblicità, tantomeno indiretta. Senza fine di lucro.

8 agosto 2006  
 

INCHIESTA DEL GIORNALE AMERICANO COUNTERPUNCH

I Reporter senza frontiere che piacciono tanto ai pennivendoli italiani

 

 

 

 

Counterpunch è un giornale telematico americano controcorrente, egregiamente confezionato da Alexander Cockburn e Jeffrey St.Clair. Con sincera immodestia, si definisce «la miglior newsletter d’America». Non sappiamo se meriti tale primato. Di sicuro esibisce un sito (www.counterpunch.org) di eccellente controinformazione, tosto antidoto alle mistificazioni mediatiche di un regime lercio e guerrafondaio.
  Nell’edizione del primo agosto scorso Counterpunch documenta la sudditanza di Reporters sans frontières (Rsf) al governo Bush, dimostrando come qualmente la sedicente organizzazione indipendente, che si proclama vocata a difendere la libertà di stampa in tutto il mondo, sia invece pagata dalla Cia (Central Intelligence Agency: lo spionaggio americano) per diffondere menzogne.
  L’inchiesta di Counterpunch, firmata da Diana Barahona e Jeb Sprague, penne di grande e apprezzata vaglia, in parte conferma e in parte integra precedenti indagini svolte da Reseau Voltaire (altro benemerito centro controinformativo, basato in Francia e apprezzato anche nei Paesi di lingua inglese, spagnola e araba; pochissimo tradotto, purtroppo, in italiano).
  Se diamo conto anche ai lettori italiani delle nefandezze di Rsf è perché questo sodalizio riscuote in Italia acritici e incondizionati encomi. Peggio: vi ha germinato una succursale, subito affollata di nugoli di scribacchini e telebusti ansiosi di buttarsi su un truogolo da cui suggere lustro, vantaggi e, chissà, anche qualche prebenda diretta, visto che alla casamadre i soldi non mancano.
  Ultimamente Rsf - torniamo a parlare della casamadre - è balzata agli onori della stampa americana e filoamericana per aver orchestrato tre geremiadi mediatiche. Si tratta di lamentazioni sospette, visto che Rsf è finanziariamente alimentata - come le inchieste di Reseau Voltaire e di Counterpunch documentano - dalla Ned (National Endowment for Democracy), branca dell’Usaid (United States Agency for International Development), che fa capo alla Cia. Eppure sono lamentazioni che la stampa italiana ha preso come verbo divino e come tale le ha echeggiate.
  Dopo 14 mesi di ostruzionismo la Ned è stata infatti costretta, grazie al Freedom of Information Act (legge sulla libertà d’informazione) ad ammettere che Rsf ha ricevuto, quantomeno negli ultimi tre anni, prestiti non rimborsabili (cioè finanziamenti a fondo perduto) dall’International Republican Institute (Iri), società creata da Ned-Cia e gestita dal Partito Repubblicano (al governo). L’ammissione viene nientemeno che da Patrick Thomas, assistente del presidente della Ned. Che, purtroppo, non rivela l’entità di questi prestiti, come del resto non fa Rsf, che addirittura insiste ridicolmente a negarli.
Dunque le tre campagne di Rsf:
1. Contro Cuba
Rsf echeggia i ritornelli dei falchi del Pentagono accusando Fidel Castro di conculcare i giornalisti dell’Isola. Reseau Voltaire ha rilevato a suo tempo come Rsf prenda quattrini dal Centro per Cuba Libera, altra creazione della Cia, che allo scopo tiene a libro paga esuli cubani. Ora Counterpunch precisa l’entità di questi finanziamenti: tramite il Centro per Cuba Libera, il governo americano versa ogni anno nelle casse di Rsf 50.000 dollari.
2. Contro Haiti
Non è casuale: l’Iri-Cia ha fomentato e sostenuto con svariati milioni di dollari una serie di iniziative, non esclusive di sanguinosi colpi di mano, per abbattere il governo legittimo di Jean-Bertrand Aristide. Puntuale, Rsf ha propalato in tutto il mondo che Jean-Bertrand Aristide perseguita i giornalisti e dunque che gli americani fanno bene a sostenere chi vuole cacciarlo. Accuse false e puntualmente smentite, ma i bugiardi di Rsf dispongono di altoparlanti più potenti. E, una volta che gli Usa sono riusciti a cacciare Aristide e a rimpiazzarlo con un governatore di paglia scelto da loro, Rsf ha ignorato le violenze di quest’ultimo sui giornalisti che lo criticavano. Per esempio, Rsf non ha scritto un rigo sull’assassinio, da parte della polizia, del giornalista Abdias Jean, reo di aver fotografato i corpi di tre manifestanti uccisi dalla polizia medesima.
3. Contro il Venezuela
Anche qui l’Iri-Cia ha pianificato una campagna di disinformazione a supporto dei tentativi di golpe (tutti falliti) per abbattere il legittimo governo Chavez. Puntuale, Rsf ha lanciato l’allarme sulla «repressione della stampa libera», senza timore di cadere nel ridicolo, visto che la maggioranza dei giornali e delle televisioni venezuelane appartengono agli avversari di Chavez, gli stessi che, anche con i soldi degli Usa, organizzano golpe contro di lui.
Scommettiamo che il prossimo bersaglio di Rsf sarà l’Iran?

scrivici  
E  T      S  I      O  M  N  E  S      E  G  O      N  O  N