Counterpunch
è un giornale telematico americano controcorrente, egregiamente
confezionato da Alexander Cockburn e Jeffrey St.Clair. Con sincera
immodestia, si definisce «la miglior newsletter dAmerica».
Non sappiamo se meriti tale primato. Di sicuro esibisce un sito
(www.counterpunch.org) di eccellente controinformazione, tosto antidoto
alle mistificazioni mediatiche di un regime lercio e guerrafondaio.
Nelledizione del primo agosto scorso Counterpunch
documenta la sudditanza di Reporters sans frontières (Rsf)
al governo Bush, dimostrando come qualmente la sedicente organizzazione
indipendente, che si proclama vocata a difendere la libertà
di stampa in tutto il mondo, sia invece pagata dalla Cia (Central
Intelligence Agency: lo spionaggio americano) per diffondere menzogne.
Linchiesta di Counterpunch, firmata da
Diana Barahona e Jeb Sprague, penne di grande e apprezzata vaglia,
in parte conferma e in parte integra precedenti indagini svolte
da Reseau Voltaire (altro benemerito centro controinformativo, basato
in Francia e apprezzato anche nei Paesi di lingua inglese, spagnola
e araba; pochissimo tradotto, purtroppo, in italiano).
Se diamo conto anche ai lettori italiani delle nefandezze
di Rsf è perché questo sodalizio riscuote in Italia
acritici e incondizionati encomi. Peggio: vi ha germinato una succursale,
subito affollata di nugoli di scribacchini e telebusti ansiosi di
buttarsi su un truogolo da cui suggere lustro, vantaggi e, chissà,
anche qualche prebenda diretta, visto che alla casamadre i soldi
non mancano.
Ultimamente Rsf - torniamo a parlare della casamadre
- è balzata agli onori della stampa americana e filoamericana
per aver orchestrato tre geremiadi mediatiche. Si tratta di lamentazioni
sospette, visto che Rsf è finanziariamente alimentata - come
le inchieste di Reseau Voltaire e di Counterpunch documentano
- dalla Ned (National Endowment for Democracy), branca dellUsaid
(United States Agency for International Development), che fa capo
alla Cia. Eppure sono lamentazioni che la stampa italiana ha preso
come verbo divino e come tale le ha echeggiate.
Dopo 14 mesi di ostruzionismo la Ned è stata
infatti costretta, grazie al Freedom of Information Act (legge sulla
libertà dinformazione) ad ammettere che Rsf ha ricevuto,
quantomeno negli ultimi tre anni, prestiti non rimborsabili (cioè
finanziamenti a fondo perduto) dallInternational Republican
Institute (Iri), società creata da Ned-Cia e gestita dal
Partito Repubblicano (al governo). Lammissione viene nientemeno
che da Patrick Thomas, assistente del presidente della Ned. Che,
purtroppo, non rivela lentità di questi prestiti, come
del resto non fa Rsf, che addirittura insiste ridicolmente a negarli.
Dunque le tre campagne di Rsf:
1. Contro Cuba
Rsf echeggia i ritornelli dei falchi del Pentagono accusando Fidel
Castro di conculcare i giornalisti dellIsola. Reseau Voltaire
ha rilevato a suo tempo come Rsf prenda quattrini dal Centro per
Cuba Libera, altra creazione della Cia, che allo scopo tiene a libro
paga esuli cubani. Ora Counterpunch precisa lentità
di questi finanziamenti: tramite il Centro per Cuba Libera, il governo
americano versa ogni anno nelle casse di Rsf 50.000 dollari.
2. Contro Haiti
Non è casuale: lIri-Cia ha fomentato e sostenuto con
svariati milioni di dollari una serie di iniziative, non esclusive
di sanguinosi colpi di mano, per abbattere il governo legittimo
di Jean-Bertrand Aristide. Puntuale, Rsf ha propalato in tutto il
mondo che Jean-Bertrand Aristide perseguita i giornalisti e dunque
che gli americani fanno bene a sostenere chi vuole cacciarlo. Accuse
false e puntualmente smentite, ma i bugiardi di Rsf dispongono di
altoparlanti più potenti. E, una volta che gli Usa sono riusciti
a cacciare Aristide e a rimpiazzarlo con un governatore di paglia
scelto da loro, Rsf ha ignorato le violenze di questultimo
sui giornalisti che lo criticavano. Per esempio, Rsf non ha scritto
un rigo sullassassinio, da parte della polizia, del giornalista
Abdias Jean, reo di aver fotografato i corpi di tre manifestanti
uccisi dalla polizia medesima.
3. Contro il Venezuela
Anche qui lIri-Cia ha pianificato una campagna di disinformazione
a supporto dei tentativi di golpe (tutti falliti) per abbattere
il legittimo governo Chavez. Puntuale, Rsf ha lanciato lallarme
sulla «repressione della stampa libera», senza
timore di cadere nel ridicolo, visto che la maggioranza dei giornali
e delle televisioni venezuelane appartengono agli avversari di Chavez,
gli stessi che, anche con i soldi degli Usa, organizzano golpe contro
di lui.
Scommettiamo che il prossimo bersaglio di Rsf sarà lIran?