Il cancro al polmone è considerato in tutto il mondo una malattia incurabile. Tranne che a Cuba. Dove i laboratori universitari di Stato, impiantati dal regime castrista e ovviamente dediti esclusivamente alla ricerca scientifica per conto dello Stato, hanno registrato il primo farmaco avanzato. Avanzato vuol dire che, nelle prove di laboratorio e in centinaia di sperimentazioni in corsia, ha dimostrato di funzionare e che per metterlo in commercio non resta da superare che l’ultima, formale sperimentazione.
È il primo farmaco del genere registrato in tutto il mondo.
Si chiama Cimavax Egf e, come ha illustrato Gisela Gonzalez, direttrice del progetto di ricerca, in una conferenza stampa cui sono stati invitati i giornalisti specializzati di tutto il mondo (e disertata dagli inviati dei giornali e delle televisioni italiane, timorosi di fare un dispiacere agli Stati Uniti, che come noto boicottano Cuba su tutti i fronti, anche su quello della cura delle malattie sinora incurabili), Gisela Gonzalez, dicevo, ha spiegato che il nuovo farmaco ha già dimostrato non soltanto di migliorare la qualità della vita ai malati, che respirano meglio e soffrono meno, ma di farli sopravvivere.
La ricerca è stata condotta al Cim, il Centro di Immunologia Molecolare, fiore all’occhiello del Polo Scientifico sviluppato all’Avana.
Il primo test clinico del Cimavax Egf risale al 1995. Sinora è stato iniettato a 400 malati di cancro maligno al polmone, provenienti anche da molti Paesi del Terzomondo, di cui Cuba è da decenni il punto di riferimento medico-scientifico. Questi 400 pazienti erano tutti reduci da trattamenti di chemioterapia, di radiazioni e di chirurgia che non avevano dato alcun esito, come continuano a non darne nel resto del mondo. Ma con Cimavax Egf hanno arrestato la progressione della malattia e hanno cominciato a stare meglio. In che senso stare meglio? In questo: i malati vedono ridursi o sparire l’affanno respiratorio, gli torna l’appetito e dunque rimettono su i chili che la malattia gli ha portato via, e patiscono molto meno dolore.
Gli anticomunisti sfegatati, o semplicemente coloro che, abbeverandosi esclusivamente alle fonti informative degli Stati Uniti e dei loro satelliti (come l’Italia), penseranno a questo punto che si tratta di propaganda comunista. Ma i medici cubani hanno testato il loro nuovo farmaco anche in ospedali del Canada e delle Gran Bretagna, dove hanno riscosso analogo successo da parte della locale comunità scientifica. E non ci sembra proprio che i governi canadesi e inglesi spalleggino il regime cubano. In ogni caso gli ospedali canadesi e inglesi che hanno provato il farmaco cubano lo hanno prenotato in dosi massive.
Le prossime sperimentazioni si svolgeranno in Perù e in Cina e interesseranno 579 pazienti.
Un farmaco analogo al Cimavax Egf, sempre creato nei laboratori cubani, si era già dimostrato efficace qualche anno fa contro molte neoplasie, come i cancri al cervello, al collo, allo stomaco, al seno, alla prostata, al retto e al pancreas.
Si prevede che la nuova scoperta farà aumentare il cosiddetto turismo terapeutico, che ogni anno calamita all’Avana migliaia di pazienti delusi dai ritardi scientifici dei loro Paesi, dove i governi non finanziano la ricerca medica allo scopo di lasciarla ai privati, i quali trovano più remunerativo investire miliardi di euro nella cosmesi. Una crema antirughe, che sei libero di vendere esclusivamente alle riccastre che possono permettersela e al prezzo che ti pare, rende molto più di una medicina contro il cancro, che molti malati poveri non potrebbero permettersi.
(Maggiori dettagli nell’articolo del quotidiano cubano Granma, cui sotto rinviamo.)
©